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Bici a Roma,3

sono passati otto anni da quando ho cominciato a usare la bici a roma, e da quando sono tornato, a gennaio, ho visto molte più bici di quando avevo lasciato roma, nel 2007, bici con gli specchietti, col distanziatore per auto, con caschi e con seggiolini per bambini, anche doppi… quindi il romano ha capito l’utilità del mezzo e il suo indubbio vantaggio, mi è capitato di conoscere ciclisti di ogni tipo e devo dire che si tratta sempre di gente intelligente e “illuminata”, per così dire, e per giunta con qualche soldo in più in tasca di chi deve usare macchina, palestre e dietologi… :D nonchè medici! la bici è dimostrato come prolunga la vita mediamente nel 25% delle persone che la usano.

Assodato questo, vedo che i romani hanno imparato anche a rispettare i ciclisti, non sorpassandoli a un dito ad alta velocità, e dando loro spesso la precedenza quando si accingono ad attraversare sulle strisce. oltretutto mi è capitato che mi cadesse della roba dal portapacchi dietro (libri, giacche, fiori e addirittura una volta un campanello, dal davanti), e i romani (chiamiamoli così) prontamente si sono fermati e mi hanno fatto raccogliere il carico caduto e ripartire con calma, senza suonare e facendo scudo con motorini e auto.

Quello che mancherebbe perchè l’intesa fosse perfetta è incoraggiare la tolleranza degli automobilisti a comportamenti che ad un automobilista sembrerebbero poco ortodossi, come fare dei brevi tratti di strada contromano, tenendosi strettamente a destra, così come ai pedoni, quando capita di fare un tratto di marciapiede perchè la strada è troppo trafficata o peggio ancora inquinata. E’ chiaro che un ciclista che fa una strada contromano tenendosi perfettamente al centro va scoraggiato, con un deciso colpo di clacson, come pure una gentile vecchietta può cercare di prendere a ombrellate un ciclista che faccia un marciapiede stretto e trafficato a venti all’ora, ma se questi comportamenti vengono fatti col cervello, automobilista e pedone possono venire incontro al ciclista, che ogni volta è tenuto a ringraziare, perchè sono comportamenti concessi da chi ha in quel momento la strada o il marciapiede, e non dovuti, e anche per tenere alto il buon nome dei ciclisti, che notoriamente sono una razza gentile e generosa :D

Ad ogni modo mi compiaccio di vedere che una città come roma, da secoli vista come poco adatta alla bici, si sia riempita in questo modo delle simpatiche due ruote, al punte da creare anche un fitto commercio con relativi furti… :D a proposito! tenete legate le biciclette con una robusta catena se fuori di casa, togliendo la sella o incatenandola, oppure usate il garage se ne avete uno. ora circolano anche diverse graziella moderne, molto tecnologiche che si piegano e mettono in una borsa che si può portare comodamente anche in autobus o in metro, e sono l’ideale per gli spostamenti agili in città, per evitare di prendere venti mezzi che non arrivano mai. si trovano anche su e.bay ad ottimi prezzi, o su porta portese, il giornale, o il mercato… personalmente sono riuscito ad acquistare una bici, ai venditori di bici fissi a porta portese ( ci sono tutti i giorni, non solo al mercato della domenica) con telaio grande che tutti mi ammirano pagandola 160 euro, inclusa catena e tutto, direi che non è male, e che il mercato è diventato decisamente accessibile… :D

ora vi saluto e vi rimando al prossimo appuntamento, buona passeggiata!! :)

Zio gino

zio gino, disegnato a penna su foglio normale :)

Asini, ghiandaie e Musicoterapie

P1080418 copiaasinomania punto com, guardatelo che è un sito molto divertente e utile, è una struttura vicino sulmona in abruzzo dove lavora una ragazza che ho conosciuto alla festa dell’istituto agrario a villareia, una cosa da non perdere, vi praticano la “asinoterapia” o anche onoterapia, una specie di pet therapy formato asino in cui i bambini più introversi o agitati possono trovare la pace e la serenità aprendosi e accarezzando o addirittura salendo sulla groppa di un pacifico simpaticissimo asinello… da provare!

oggi alla villa ho incontrato una ragazza molto simpatica che lavora come musicoterapeuta, mi rilassa parlare con lei e la trovo interessante, ha dei begli occhi, mi ha fermato e mi ha fatto piacere parlarle.
Mi sono seduto al tavolino accanto al suo e la sentivo annuire al racconto dell’amica, che aveva bisogno di confidarsi. Ho pensato a quanto noi psicologi ci somigliamo per certi versi.
Dopo che ha lasciato il suo tavolino un uccello abbastanza grande, una ghiandaia, è andata a becchettare le arachidi che avevano lasciato sul tavolo, prendendone due, e scappando lesta appena ha visto che la guardavo :) le ghiandaie sono uccelli molto belli, della famiglia delle cornacchie e delle gazze, ma variopinte nel piumaggio, di un bel rosso marroncino, con frange azzurro brillante sulle ali e una cresta sul capo, bianca e nera. Fanno dei versi che somigliano a quelli delle gazze, grattanti, ma sono molto più belle.
Invece ho scoperto che le gazze, oltre alla popolare nomea di “ladre”, per la loro predilezione per oggetti luccicanti, hanno abitudini che ricordano le nostre o quelle degli elefanti, con i loro morti. Se trovano una gazza morta la becchettano come a risvegliarla, gli saltellano intorno, cercano di spingerla. Se poi vedono che proprio non si muove e che non c’è niente da fare, volano via, e tornano con un ramo che depongono vicino alla compagna morta. Questo mi ha molto commosso. Un abbraccio a tutti voi, amici di blog!

Portoncini e sole

P1080529L’ultimo portone di casa chiuso, il sole accecante fuori che ci accoglie nel mezzogiorno, le rose che contornano i portalini di cemento delle case nuove, e Damiano si ritira nella sua macchina. “Un attimo!!!” che c’è? “avete il faldone dei contratti sul tettuccio!!” Giuseppe ferma la macchina, Damiano fa una smorfia dicendo “Oggi sta fuso”, io gli ridò la penna rimasta in equilibrio sul tettuccio, incandescente per il sole, e di nuovo partono alla volta di Pescara e di un nuovo contratto.

Mi guardo intorno, vedo il quartiere intorno a me, pieno di case basse e ripiene di fiori, ognuno con la sua aiuola e il suo alberello, una siepe folta che quasi le nasconde. E la gente che sta davanti casa propria, o dentro i portoncini di legno leggero.

Esco dal quartiere e già sento l’aria marina che mi restituisce un po’ di respiro dopo il solleone in mezzo alle case. Il quartiere Alcyone, con la ipsilon, vicino piazza alcione, alla fine di viale alcione.
Mi metto la giacca sulla spalla, cammino lentamente verso il mare, deve essere vicino, e infatti dopo il muretto eccolo lì, verde e azzurro come non mai, uno spettacolo che mi riempie il cuore di gioia e di leggerezza.
Mi siedo su uno scoglio, di quelli che si allungano in mare, e vedo a fianco a me un signore dalla faccia simpatica, sulla settantina. “Bello eh?” si, mi fa lui. ieri era ancora più bello!
Il vento gli soffia sul mento e sul naso abbronzati dal sole,
i denti bianchi si aprono ogni tanto al sorriso e alla battuta, mi dice che ieri sua nipote si è fatta il bagno. Ieri, 24 maggio, esattamente un anno prima me lo ero fatto io, a pescara, in quella eccezionale ondata di caldo che era arrivata, proprio questi giorni.

Una coincidenza che mi fa piacere.
Ricordo che l’altr’anno ci si lamentava del caldo eccezionale. Ed io cogliendo al volo l’occasione, ne avevo fatto una giornata di estate anticipata. Mi piace quando la natura ci sorprende.
La stessa natura che mi sorprende nelle tipe sedute a chiacchierare davanti al lido. Di spalle al mare, in faccia al sole, si becchettano e rimbeccano l’un l’altra su argomenti fitti.
Due donne insieme sono due donne, ma tre donne insieme sono già una tribù, e il maschio diventa un forestiero. Per questo le avvicino con una domanda neutra, “dov’è il quartiere alcione?” e la boss mi spiega dove sta, molto educatamente, incurante del seno che prorompe dal costume variopinto.
Mi sento rinfrancato dalla visione e dalla gentilezza della interlocutrice, e mi avvio a passi leggeri sulla sabbia verso il molo dove ho parlato con il tipo.
Ieri la tempesta, oggi la quiete, sembra questo il messaggio di questo giorno, e me la godo tutta, senza infingimenti.

All’una comincio a sentire l’istinto di mangiare, e vedo il lido dietro di me, ci vado e chiedo un ghiacciolo, eccomi accontentato, menta, con uno sconto di 12 centesimi perché non avevo spicci, e la signora mi racconta accorata della stagione che tarda ad iniziare. Ma ora può sperare in bene.
Mentre tiro un’ultima occhiata al litorale dove si affaccia un pino di Aleppo strappato e piegato dal vento, visione preistorica in mezzo alle dune e ai fiori ordinati, sento il mare entrare di nuovo dentro di me, farne parte, ed accompagnarmi fino a casa, alla calura dell’asse attrezzato, al brillare di case e fiori a chieti alta, e allo sguardo lontano della Maiella, ancora innevata e splendida nel sole.P1080530

Ciao a tutti !!!

Ciao ragazzi sono passati due anni e molte cose sono cambiate, alcune in meglio altre in molto meglio, altre sono apparentemente peggiorate, ma in fondo si tratta della vita, di cicli che si aprono e si chiudono, e se non ci fossero tutto ci darebbe la parvenza dell’imortalità.
Sono emozionato a scrivere sul mio blog storico, il mio preferito, sappiate che ce ne sono stati altri. e se vedo quanta strada ho fatto quasi mi spavento.
Dallo stile degli articoli di 5 sei anni fa vedo tanta differenza e tanta strada fatta in varie direzioni, e tutto ha un valore.
Oggi sono a Chieti, in abruzzo, a casa fuori ci sono dei materassi di nuvole stesi nel cielo, di un celeste pallido e amorevole… i palazzi colorati svettano sul fianco della collina che sembra quasi primavera. Anzi è primavera!!! Ho sentito notizie di una azienda in cui ho lavorato e non può che farmi contento di essermi tolto da quell’inghippo. Ora posso dedicarmi con più serenità alle cose che mi piacciono, lavori vari inclusi.
Mando un saluto a tutti quelli che sono rimasti nei blog, a quelli che se ne sono andati, e invito tutti a valorizzare questa risorsa, che in fin dei conti è la più semplice e piacevole di internet, e non ha bisogno di programmi particolari per essere goduta appieno e con costanza…saluto tutti i lettori nuovi e mando un abbraccio carissimo ai “vecchi”, spero che ci rivedremo. Un bacio a tutti!

Saluto!

Ciao ragazzi, stamattina sono parecchio rincoglionito, ma volevo salutarvi, sono a una postazione internet, voglio comprare un computer che mi permetta di pubblicare qui su tiscali, intanto vi dò un grande abbraccio, sono a chieti, salutoni!

Il topolino delle lettere

io già lo so
per ogni goccia un fiore nascerà
e son sicuro che
sempre solo non sarò
che da qualche parte intorno a me
qualcuno mi sta cercando, si lo sai
ma son sicuro che
nell’immensità

alla fiera dell’est… per due soldi un topolino mio padre comprò

stamattina mi sono svegliato (incredibile, eh? pazzesca sta cosa, che ci si sveglia, davvero) e ho letto alcune lettere che avevo nel comodino, dei primi giorni che ero partito per l’università, strane, per come suonavano, formali, ma anche carine, da parte di compagne del liceo (paola, francesca, raffaella, claudia) e una incredibile da parte dei miei (mia mamma, mia sorella in post scriptum e mio fratello in post post scriptum… mio padre era a sgobbare), una lettera di mia nonna, una busta che conteneva soldi forse da parte dei miei, parlava anche di una torta di patate di mia sorella che aveva intossicato mio zio, mi chiedeva se avevo imparato a cucinare (nooo, sarebbe successo molto più tardi!) e poi lettere della mia fidanzata iugoslava, di pochi giorni prima che la guerra si spostasse proprio lì, dove lei stava andando a studiare dopo le scuole… calde di penna, cartoline di riviere bellissime, posti che non immaginavo, immensi sul mare…
l’altro giorno invece frugando nel cassetto di mio fratello (lo confesso, sì,) ho trovato una lettera stampata, sua, ed era una poesia che aveva dedicato al suo amico federico (anche mio fratello si chiama federico) che partiva per il nord italia, in terza media, una poesia carinissima e da ridere, ma piena di affetto traboccante, mi sono commosso a leggerla. pochi giorni fa ho incontrato la sua ragazza (di questo federico) e gliel’ho raccontato, e lei mi ha detto che anche lei aveva letto pochi giorni fa la stessa poesia, nel cassetto di federico (il suo)…
ieri al concerto in piazzetta della settimana mozartiana (ce ne sono una ventina a serata in tutta chieti) ho incontrato rachele, una mia “fiamma” delle elementari, di quarta, precisamente, lei si ricordava che quando lei era arrivata nella nostra classe io ero cotto di valeria, poi ce ne innamorammo io e stefano, che eravamo amici d’infanzia e compagni di banco…

peggio per me meglio per te che puoi tornare a vivere
che puoi scordare e ridere
e piangerà solo chi avrà creduto nelle favole
che puoi lasciare e prendere…

ritornerai
lo so ritornerai
e quando tu sarai con me
ritroverai
tutte le cose che tu non volevi vedere intorno a te
e scoprirai che nulla é cambiato che sono restato l’illuso di sempre
e riderai eh! quel giorno riderai
ma non potrai lasciarmi più
ti senti sola con la tua libertà…

un saluto a tutti!

Il Bagno


stanno parlando di bagni: dicono che ce n’é uno con il fiume che passa dentro, con le trote vive dentro, e arrivano in salotto e poi sbuca in giardino, invece un altro ci ha messo i water dell’asilo e fai la popò con le ginocchia alle spalle, mentre un altro ci ha messo la moquette su tutto, sanitari, intorno a terra, e specchi intorno alla vasca, io voglio un bagno con una vasca enorme, possibilmente con terra e un orticello, con un olivo bonsai, e con degli uccelli che volano liberi qua e là, tipo pappagalli o pappataci enormi, fate voi. anche i pesci, ci voglio, sì, assolutamente, il resto della casa posso avere anche le pezze sulle tende, ma il bagno dev’essere così. ci posso metter anche l’albero alto che ho già in salotto, stile appollaiatoio per avvoltoi… ti immagini, ti fai l bagno mentre gli avvoltoi ti guardano… figo!!! comunque il mio bagno dev’essere ampio per tutta la famiglia, ci devo stare nella vasca io, con mia moglie e i miei cuccioli, e farci le pernacchie con il sapone, e poi giocare con galeoni, pupazzi di gomma e utensili di ogni genere, pentole, padelle, catamarani.

ieri requiem di mozart nella cattedrale di chieti, da spavento, pelle d’oca quaranta volte, orecchie in visibilio, e beccato mia carissima amica del liceo, che saluto, ciao!!!

Hercules


ho trovato il mio nuovo telefilm preferito: hercules!

Scrivi cento volte "Sono un deficiente"

una maestra fa scrivere 100 volte a un ragazzino della sua classe “sono un deficiente”, viene assolta dal giudice, dopo l’accusa di abuso. il ragazzo aveva tartassato un collega gay o presunto tale con continue prese in giro.

allora, l’omofobia (cioé discriminare, insultare chi ha un orientamento sessuale diverso dal nostro) non va incoraggiata, anzi, scoraggiata, ma dal bullismo del bambino si é passati al bullismo della maestra, e non l’avrei scagionata neanche per sbaglio: far dire a un bambino “sono un deficiente” é un insulto, una umiliazione, e l’umiliazione imposta non insegna mai niente, anzi, fa crescere il rancore. e non fa riflettere. fossi stato in lei avrei cercato di risolvere la questione in un altro modo, e magari non solitario, ma sociale, tipo : non so, un gioco di ruolo, o qualcosa del genere, tipo “giochiamo a essere gay tutti quanti”, oppure “scrivi un tema di un tipo di persona che ti dà fastidio e perché”, con riflessioni fatte in gruppo dopo la lettura. qualcosa che smuova nella testa degli alunni bullo una serie di sensazioni, di riflessioni. adesso sparo così, senza pensarci dei modi alternativi. ma far dire a un bambino “sono un deficiente” non é mai un buon metodo, come anche dirglielo o farglielo capire. ho visto in questo anno di lavoro quante volte é più utile incoraggiare a fare qualcosa di diverso, e valorizzare qualche capacità dell’alunno in vista di un obiettivo comune e utile, piuttosto che farlo sentire un deficiente.

se un ragazzo ha un atteggiamento di comando, che diventa intimidazione verso gli altri, si possono incanalare queste sue “capacità” insegnandogli che il “potere” é anche gentilezza, generosità, e magari dargli un incarico di responsabilità, come tener buona la classe, che ne so, poi dipende dal tipo, ovviamente.

non sono per niente contento di questa sentenza di assoluzione della maestra. in questo modo alla violenza del bambino si é risposto con la violenza della maestra, e dalla violenza non nasce niente, se non paura, e rabbia. la psicologia offre migliaia di strumenti per valorizzare l’operato di una persona, adulta o bambina che sia, io suggerisco a questi signori, giudice e maestra, di dargli un’occhiata.
con la gentilezza, con la comprensione ma anche con la fermezza e la fiducia nelle persone ho ottenuto molto di più, in questi anni, che con cento punizioni. i maestri che hanno solidarizzato con la maestra “incriminata” dovrebbero chiedersi “cosa insegniamo ai nostri ragazzi, la cultura dello stare bene insieme o la cultura del darci addosso, gli uni contro gli altri, e contro noi stessi?

lo stress e l’alienazione nascono da questa dannosa severità e da questa superficialità di vedute.

ragionate, cari, ragionate! :)
grazie della vostra attenzione!